Il camoscio sul Sirente e l’area dove l’accesso è vietato (fino al 31.12.2015)

Il camoscio sul Sirente e l’area dove l’accesso è vietato (fino al 31.12.2015)

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di Alberto Osti Guerrazzi –  è  bello, come detto nella notizia sull’Orso marsicano, che specie importanti tornino a popolare vasti territori appenninici da cui da decenni erano scomparse; è quindi davvero una bella notizia che il camoscio sia tornato a popolare i pascoli alti del monte Sirente. Che poi a causa di questa reintroduzione una parte di questa montagna sia chiusa all’accesso è un sacrificio che penso sia giusto accettare; anche perché l’area, per quanto vasta, lascia a disposizione di escursionisti, alpinisti e scialpinisti, come si vede chiaramente dalla cartina diffusa dal Parco e che pubblichiamo, ampi spazi di gioco ed esplorazione; è sempre possibile, ad esempio, salire alla cima da Ovindoli o salire e scendere per il canalone Majori o la val Lupara, o per la Neviera.

mappa.sirente

Motivo del divieto, come si legge nella disposizione del Parco del 18 dicembre scorso, è la necessità di “assicurare le massime condizioni di tranquillità presso l’area di rilascio al fine di consentire la stabilizzazione della nuova popolazione, garantirne la riproduzione ed il consolidamento nella nuova area.” Ciò perché ai 17 camosci introdotti nel luglio 2013 ne seguiranno presto altri 13, necessari al completamento e alla stabilizzazione della nuova popolazione.

Un sincero benvenuto ai nuovi inquilini del Sirente, che si possano trovare bene e riprodursi numerosi come i loro simili ai Sibillini, nella Majella e nel Gran Sasso.

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