Rocca Intramonti: una brutta storia del passato

Rocca Intramonti: una brutta storia del passato

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di Cristina Ternovec – Siamo nello splendido scenario della Camosciara, cuore del PNALM, ma che, proprio per la sua potenziale bellezza, fu in passato, solo – fortunatamente – sfiorata dalla speculazione edilizia. Questa però, anche se marginale, portò danni irreparabili al patrimonio storico della zona. Vediamo perché.

Da Villetta Barrea, nei pressi del ponte sul Sangro, sulla strada che porta a Civitella Alfedena, si stacca un bel sentiero, inizialmente nel bosco (concreta possibilità di osservare cerve al pascolo), che in breve porta al valico di Santo Janni. Da qui conviene abbandonare il sentiero, che prosegue a sinistra, e dirigersi a destra verso la sommità del Colle Santo Janni, per ammirare lo spledido panorama sui monti della Camosciara, e soprattutto osservare dall’alto il sito su cui sorgeva l’antico borgo di Rocca Intramonti (sulle carte erroneamente Rocca Tre Monti). Lo si può scorgere su una collina sottostante, a ridosso della strada che si inoltra nella valle della Camosciara. Colle Santo Janni (1145m) poteva rappresentare in passato un ottimo luogo di vedetta per il borgo, da cui controllare facilmente l’intera via marsicana da Opi a Villetta Barrea.

Tornati sul sentiero principale, inizia la discesa, in mezzo a belle radure e qualche faggio secolare, verso il Pian del Molino. Appena giunti al ponticello sul torrente Scerto, lo si attraversa e, accanto, si possono notare i ruderi del mulino. Sono i primi segni del borgo che stiamo per raggiungere. Dopo aver attraversato il prato si giunge ad una staccionata in legno che segna i margini di Rocca Intramonti. A destra possiamo notare i resti  di un muro e alcuni ruderi in mezzo alla vegetazione. Proseguendo nel bosco, la strada si allarga e inizia a salire a svolte. Non è certo la stradina medievale che permetteva in passato di raggiungere l’abitato, bensì una strada costruita negli anni ’50  quando il Parco decise di costruire sul sito della rocca un albergo-rifugio (Albergo Novecento). Sono i primi segni della devastazione storica perpetrata a questo luogo. Appena si giunge in cima, si vede purtroppo il resto: la moderna costruzione ad un piano, rimasta poi incompiuta, sorge all’interno della cinta muraria che proteggeva la rocca, ed è stata costruita utilizzando il materiale antico del borgo, cancellando così per sempre parte della torre e i resti delle abitazioni, all’epoca ancora visibili. Oggi viene utilizzata come terrazza-belvedere, vista la sua bella posizione dominante.

Il borgo di Rocca Intramonti era già presente attorno all’anno 1100 e passò poi alla famiglia De Sangro insieme ai molti castrum della Valle del Sagittario e della zona del Sangro, divenendo uno degli abitati più importanti di questa valle. Venne distrutto dal Conte Giacomo Cantelmo agli inizi del 1400 e i suoi abitanti si rifugiarono  a Civitella Alfedena ed a Villetta Barrea. Di questo glorioso passato restano oggi poche, ma significative tracce. Girando per i ruderi della cinta muraria si notano i resti delle torri che la difendevano e alcune splendide feritoie costruite in maniera magistrale, con solo incastro di pietre sbozzate. Possiamo purtroppo solo immaginare come fosse il resto del borgo che sorgeva protetto su un lato dalla gola del torrente e abbracciata dalle meravigliose montagne.

Cio’ che avvenne in questo luogo, ci deve ricordare come tutta la zona soffrì in passato delle forze speculative: alla fine degli anni ’60 ancora si tentava di costruire una funivia da Pescasseroli alla vetta del Marsicano e di attrezzare  e disseminare con impianti sciistici, chalets, e posti di ristoro tutte le valli circostanti. Fortunatamente ciò non avvenne, e speriamo che la lentezza burocratica porti giudizio anche alle recenti proposte di costruire megafunivie da Passo Godi al Monte Greco, che adrebbero a devastare uno degli habitat piu’ belli del PNALM.

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