La montagna di Amatrice insieme si reinventa. L’Appennino terremotato in cerca di aggregazione anche attraverso lo sport

La montagna di Amatrice insieme si reinventa. L’Appennino terremotato in cerca di aggregazione anche attraverso lo sport

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di Ines Millesimi-CAI Lazio  –  le gravi ferite che l’Appennino Centrale ha ricevuto questa estate, con la serie di terremoti che hanno mietuto tante vittime, inferto durissimi colpi all’economia e svuotato molti paesi non si rimargineranno facilmente. Per questo siamo felici di parlare di ogni tentativo che vada nella direzione di far rivivere, di tornare a percorrere e a godere, rilanciare l’economia di quei luoghi.

Molte iniziative per la rinascita dei luoghi partono dal percorrerli lentamente, a piedi, con il tempo necessario per conoscerli, fermarsi a parlare con la gente, creare reti di conoscenza ed aggregazione. La notorietà e la forza comunicativa del cammino percorso e raccontato poche settimane fa da Paolo Rumiz è lì a dimostrare la validità di questa presa di conoscenza.

Ma anche altre iniziative – forse di minor impatto mediatico ma diffuse e radicate nel territorio – si stanno muovendo in questo senso. Molte sezioni del Club Alpino Italiano delle zone interessate, già presenti con tutta la loro solidarietà nei momenti dell’emergenza, stanno raccogliendo le loro forze organizzative ed umane, promuovendo escursioni nel loro territorio.  Oltre l’aspetto meramente escursionistico – che solo a prima vista può sembrare di poco conto rispetto ai tanti problemi dei paesi terremotati – le iniziative vanno nel senso della conoscenza, della ri-valorizzazione, della presa di coscienza sui danni, della ripresa delle attività nei territori attraversati.

Tra i tanti esempi, segnaliamo le iniziative del CAI di Amatrice che quasi ogni settimana organizza qualcosa. Per domenica prossima, 9 aprile, è in programma una visita ai Pantani di Accumoli e la salita di Monte Utero.

E molto volentieri pubblichiamo quanto ci comunica Ines Millesimi a nome del CAI Lazio su una gara di scialpinismo svolta tra i Monti della Laga, con grande sforzo organizzativo del CAI amatriciano e delle altre associazioni; non solo prestazione sportiva ma un modo concreto di stare vicini alle popolazioni colpite dal sisma.

Di nostro, aggiungiamo solamente i nomi dei vincitori: Raffaele Adiutori ha chiuso i 900 metri di dislivello e 9 km di sviluppo in 57’10”, precedendo Marco Daniele (1h01’51”) e Daniele Urbani (1h02’02”), mentre tra le donne Giovanna Galeota e Francesca Ciaccia ex aequo, Sara Marini terza. (redazione)

 

La montagna di Amatrice insieme si reinventa

Per riportare le attività alpinistiche ed escursionistiche sulle montagne della Laga attorno ad Amatrice, dove con molto ritardo qualcosa si muove dopo il sisma, sono state organizzate il 26 marzo una gara di scialpinismo ed un’escursione per leggere ed interpretare le tracce degli animali. “Io Sono Futuro – skialpamatrice”, tappa dello skialpdeiparchi, ha visto impegnati 30 atleti sul tracciato che da Macchie Piane, 1550 metri, si è snodato fin sopra la cima, simbolo della valle, di Pizzo di Sevo, 2419 metri, per poi riscendere a Macchie Piane. Un percorso di notevole livello tecnico che ha visto scialpinisti e snowboarder in gara (uomini e donne) impegnarsi con soddisfazione poco più di un’ora sull’ultima neve dura e temperature poco sotto lo zero. L’evento agonistico è stato organizzato in un’ottica di cooperazione di diverse forze provenienti da territori uniti da uno stesso obiettivo: CAI Amatrice, l’Ass. “Io Sono Futuro”, “Live Your Mountain” de L’Aquila, “Chiedi alla polvere” di Arquata del Tronto, il Soccorso Alpino stazione di Rieti, PIVEC de L’Aquila e Croce Rossa Italia. Come è stato detto, una gara che è stata ben più che una gara.

Più a valle i gruppi TAM del CAI di Amatrice, Leonessa e Rieti hanno compiuto un tratto del sentiero che da Macchie Piane porta fino agli Stazzi di S. Lorenzo, e grazie alla partecipazione di Survival Animal Tracking della FISS si sono impegnati nella ricerca di tracce di animali.

 

 

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