C’era una volta il lago: visita ai Cunicoli di Claudio e alle rovine di Alba Fucens

C’era una volta il lago: visita ai Cunicoli di Claudio e alle rovine di Alba Fucens

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di Cristina Ternovec – Abbiamo partecipato alle interessanti iniziative – che hanno raccolto, nei mesi estivi e fino a fine settembre, grande successo di pubblico, di “C’era una volta il lago”, che prevedono aperture straordinarie con visite guidate ai Cunicoli di Claudio e al sito archeologico di Alba Fucens, per la valorizzazione della piana e dei territori un tempo legati al lago Fucino.

In mattinata (con ingressi alle 10 e 11.30) si è andati alla scoperta di alcune parti della grande opera idraulica fatta realizzare dall’imperatore Claudio in soli 11 anni e completata nel 52 d.C. L’opera, una delle piu importanti del mondo antico, e non solo, seconda solo alla realizzazione del canale di Suez, mirava a prosciugare il grande lago Fucino e restituire terre coltivabili alla popolazione dei paesi circostanti.

Dopo una valida introduzione da parte dell’archeologo, siamo entrati con emozione nel cunicolo del Ferrario, uno dei tanti cunicoli di servizio, attrezzato per la visita, che collegava l’esterno con il canale di scolo delle acque. Durante la discesa abbiamo incrociato uno dei numerosi pozzi verticali, scavati dai romani sul monte Salviano per poter realizzare lo scavo principale, scoprendo così che l’opera antica è tutt’oggi in funzione, pur essendo stata in parte ampliata dalle opere di A.Torlonia nel 1870. Metro dopo metro si apprezza l’immensa opera ingegneristica realizzata con il solo ausilio delle mani e la forza di 30.000 operai-schiavi.

Dopo aver ammirato gli altri ingressi monumentali alle discenderie, ci siamo diretti a Luco dei Marsi, dove per l’occasione restava aperta (orario domenica fino alle 13) l’area archeologica di Lucus Angitiae, con i resti del santuario della divinità marsa di Angitia, dea legata alla salute.

Nel pomeriggio, alle 16, si è svolta la visita guidata alla ben nota Alba Fucens, l’importante città romana fondata nel 303 a.C. e abbandonata soltanto nel V secolo d.C., a seguito – sembra – di un forte terremoto. Come ci ha ben illustrato l’archeologa che ha condotto la visita, gran parte dell’abitato è ancora celato dal terreno e grazie a recenti scavi continua a regalarci importanti testimonianze del passato, come le preziose tavolette cerate con segni di scrittura impressi nel legno,  quasi un  unicum per il panorama italiano.

Le iniziative di visita ai cunicoli e alle rovine di Alba Fucens sono organizzate periodicamente dalla cooperativa Terrextra, che si occupa della valorizzazione del territorio della Marsica. Per prenotazioni e informazioni questo il loro sito:  http://www.terrextra.net

 

 

 

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