Il premio “Luisa Minazzi” a “Life Coornata”, progetto di protezione del camoscio appenninico

Il premio “Luisa Minazzi” a “Life Coornata”, progetto di protezione del camoscio appenninico

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di Aldo Frezza – E’ stato consegnato oggi, a Casale Monferrato, il premio “Ambientalista dell’anno”. Il premio, giunto all’ottava edizione, è dedicato alla memoria di Luisa Minazzi, attivista di Casale scomparsa nel 2010 che si battè contro le fabbriche di amianto della regione e per i diritti dei colpiti da tumori a causa di esse. Il comitato organizzatore del premio indetto dalla rivista La Nuova Ecologia, sulla base delle segnalazioni inviate da una giuria preliminare costituita da personalità di spicco dell’ambientalismo e del giornalismo ambientale, ha selezionato otto candidati. Da qui, la parola è passata ai lettori che hanno espresso le proprie preferenze e decretato la classifica finale.

Il premio è andato al progetto “Life Coornata”, per la protezione ed il ripopolamento del Camoscio Appenninico. Un risultato veramente lusinghiero per le nostre montagne. Al progetto, infatti, partecipano cinque aree protette dell’Appennino: i Parchi Nazionali della Maiella, d’Abruzzo, Lazio e Molize, del Gran Sasso- Laga, dei Monti Sibillini ed il Parco Regionale Velino-Sirente. Le aree, in collaborazione con Legambiente, altro partner del progetto, hanno lavorato alacremente negli ultimi anni per il ripopolamento della specie, provvedendo alla reintroduzione in molte nuove aree, come nella zona del Velino-Sirente.

Agli inizi del ‘900 si contavano non più di 30 esemplari di “Rupicapra pyrenaica ornata” (questo il nome scientifico del camoscio appenninico), che popolavano solo alcune zone del futuro Parco Nazionale d’Abruzzo. Ad oggi, oltre 2000 esemplari vivono a l’interno di tutte e cinque le aree che si sono adoperate per la loro crescita.

Per saperne di più sul progetto “Life-Coornata”:http://www.camoscioappenninico.it

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