Ferrovie abruzzesi: 140 pagine di “libro nero” e una sola buona notizia

Ferrovie abruzzesi: 140 pagine di “libro nero” e una sola buona notizia

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di Aldo Frezza – Inefficienze, lentezze, disagi, fino a vere e proprie stranezze. E’ quanto emerge dalla IV Edizione del “Libro nero delle ferrovie abruzzesi“, pubblicato di recente dalla Federconsumatori della regione.

Il trasporto ferroviario in Abruzzo costringe i viaggiatori della regione a incomprensibili disagi, ma pagati per giunta a caro prezzo e con servizi decisamente peggiori. Un solo esempio, tra i tanti descritti nelle 140 del rapporto, è quello della direttrice Adriatica, dove i migliori treni sono i Freccia Bianca, che viaggiano ad una velocità media di 116 km/h al costo di 0,13 € al km. Sulla tratta ad alta velocità Roma-Milano, i treni sono Freccia Rossa, con una velocità media di 210 km/h ed un costo, anche qui, di 0,13 al km (senza contare le frequenti offerte spesso pubblicizzate dalle Ferrovie, che fanno scendere ulteriormente il prezzo). Siamo quindi al paradosso, dove, come commenta il rapporto, “… non abbiamo l’Alta Velocità, ma i prezzi pagati dai nostri concittadini sono gli stessi dell’Alta Velocità…”.

Non è la sola stranezza dei trasporti su ferro della regione, come il Rapporto analizza, tratta per tratta. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, il progresso nei mezzi di trasporto non ha avuto come risultanti una maggiori velocità o maggiori facilità di spostamenti;  è avvenuto, anzi, l’esatto contrario. Anche qui, molti gli esempi. Sul principale collegamento tra Abruzzo e Puglia, la direttrice Pescara–Foggia, sono stati soppressi tutti i treni regionali. Termoli sembra ora essere diventato un confine invalicabile. Due, adesso le alternative: interrompere il viaggio e cambiare treno con un altro regionale dilatando a dismisura i tempi di percorrenza, oppure scegliere un IC o Freccia Bianca con notevole aggravio di costi (il 270% rispetto ai regionali).

Il tempo si è fermato, anzi sembra essersi mosso a ritroso per velocità e qualità del servizio, anche sulla Pescara–Roma, dove nel 1970 si poteva viaggiare anche  in 3 ore e 3 minuti contro le 4 ore di media di oggi, come sulla tratta Avezzano–Roma (treno più veloce nel 1980 in 1.42 h, adesso 1.52) e ritorno (1.26 nel 1980, 1.39 oggi).

Occorrono circa 2 ore e mezza per il tratto L’Aquila–Pescara, mentre la linea Avezzano-Roccasecca, attualmente chiusa per lavori è effettuata da anni con autobus sostitutivi. Risultato: meno di un’ora con il treno contro circa 1h20 (traffico e meteo permettendo) con il bus.

Interessante anche il raffronto con i vecchi treni a vapore, le cui prestazioni superavano di gran lunga, in molti casi, quelle delle macchine odierne, come si desume consultando vecchi orari del 1933. Ma le ferrovie odierne escono scornate anche confrontando i loro orari con quelli del 1974: oltre al Pescara–Roma di cui abbiamo detto, brilla Il risultato di Pescara–Teramo, il cui tempo di percorrenza è passato negli anni da 58 a 75 minuti.

Altri dati emersi da Rapporto della Federconsumatori suonano come autentiche stranezze, anche linguistiche, come i treni denominati “Regionale Veloce” (RV) più lenti dei normali Regionali, come i RV 7512 o RV 7508 della Roma–Avezzano che impiegano rispettivamente 122 e 120 minuti a percorrere la tratta, contro i 95 e 99 dei treni 23682 e 23686, Regionali semplici.

La distanza tra le due stazioni è di 108 km, e non è difficile il calcolo: i due treni “veloci” viaggiano alle folli velocità medie, rispettivamente di 35 e 40 km orari.

Può lasciare trasecolati, ma il tutto è in perfetta linea, comunque, con quanto avviene su scala nazionale. Altre statistiche dicono che i treni più utilizzati dai pendolari italiani hanno velocità medie tra le più basse in Europa: 35,5 kmh contro i 51,4 della Spagna, i 48 della Germania, i 46,6 della Francia.

Un’apposita sezione del Rapporto è dedicata alla linea Sulmona–Carpinone, la storica “transiberiana d’Italia” – la stazione di Roccaraso, 1268 mt., è dopo il Brennero la più alta d’Italia, come recita la targa sulla porta –  minacciata di chiusura, poi riaperta ai soli fini turistici, con poche corse l’anno, poi ferma per oltre un anno, fino a pochi mesi fa, con corse riorganizzate e progettate grazie a gruppi di appassionati che si organizzano e si tengono in contatto attraverso i social network, come l’associazione “Le Rotaie”.

E qui riferiamo l’unica buona notizia di questo articolo, riguardante le nuove prospettive della Sulmona–Carpinone dopo la sua pausa forzata, ed il grande successo che stanno riscontrando  le prossime corse previste, effettuate con vetture d’epoca e con soste in tutte le stazioni, spesso in concomitanza con eventi, mercatini o sagre. E’ da tempo sold out il prossimo viaggio del 26 dicembre fino a Carovilli per visitare il presepe. Poi, il 3 gennaio, per quello di Campo di Giove. E, per il 2015, sono previste altre 10 corse. E’ un chiaro segnale dell’interesse per queste iniziative, e della loro importanza dal punto di vista della valorizzazione turistica di un comprensorio che, ricordiamo, svela lungo il percorso paesaggi, emergenze naturalistiche e storiche di grandissimo valore.

E’ da auspicare – così dice anche il Rapporto – che le Ferrovie sappiano cogliere il segnale, e magari integrare qualche corsa regolare nel calendario dei percorsi turistici. Sarebbe un primo, importante, segnale di cambiamento.

Per saperne di più, questo il testo integrale del Rapporto

roccaraso

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