Due opere sui monti Sibillini di Angelo Maurizi

Due opere sui monti Sibillini di Angelo Maurizi

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libro maurizi 1

 

 

di Alberto Osti Guerrazzi – È davvero meritoria l’iniziativa della SER, la nota casa  editrice di Ascoli Piceno specializzata in cose di Appennino, di ristampare due  piccole opere di Angelo Maurizi, uno dei pionieri dell’alpinismo e dell’escursionismo  nei monti Sibillini.

Angelo Maurizi (1909 – 1985) fu una figura di notevole spessore: medico,  alpinista, scrittore, per lunghi anni presidente del CAI di Macerata e sindaco di  Castel Sant’Angelo sul Nera, la sua grande passione furono i monti della sua terra,  i   Sibillini; e del Parco che oggi protegge questi monti fu uno dei principali  promotori.

E a queste magnifiche montagne sono dedicate le due piccole ma preziose opere  che ad oltre 80 anni dalla loro uscita, raggruppandole in unico volume, la SER  ristampa in forma anastatica, salvandone così l’aspetto e il “sapore” originale.

libro maurizi 2

Sono due testi interessanti; il primo, intitolato “Castelluccio e i monti Sibillini”, è una  guida completa a queste montagne, non limitata quindi all’escursionismo ma  estesa anche allo sci e alla roccia. Per lo sci infatti di ogni itinerario è indicata la  sciabilità. Sono commoventi le indicazioni turistiche, che ci parlano di un’epoca  ormai davvero lontana; per i paesi ad esempio vengono indicati gli alberghi o altre  possibilità di alloggio; a Castelluccio: “camere presso il sig. Luigi Coccia”; e sempre  di Castelluccio si dice della “comodità” che i suoi abitanti hanno potendo usufruire  di un telefono e di un telefono, ma per comunicare con la sola città di Norcia.

Il secondo, dal titolo un po’ altisonante di “Alpinismo e letteratura nel Vettore”,  doveva essere, come scrive il curatore Alberico Alesi, “l’inizio di un generale  riordinamento della toponomastica dell’Appennino centrale”, riordinamento che per  l’autore si fermò ai Sibillini. Il libro prende in esame cime e luoghi e ne individua  quando possibile il toponimo; ma oltre a ciò per le vette e  i luoghi principali (forse  è questo che Maurizi intendeva per letteratura) sono date numerose notizie  storiche (per esempio sulla Sibilla) e alpinistiche; ed è forse qui il maggior interesse dell’opera, l’aspetto più stimolante e divertente. Anche se poi anche la toponomastica è spesso curiosa, come ad esempio per ciò che concerne il Vettoretto, del cui nome Maurizi non trova tracce documentali e che, a suo dire, i locali chiamano “monte del Petrucci”, dal proprietario di quelle terre.

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