Erri De Luca a Rieti. Il racconto di chi c’era.

Erri De Luca a Rieti. Il racconto di chi c’era.

posted in: CULTURA, NEWS | 0

di Ines Millesimi –

Oltre 550 persone ad ascoltare il 28 novembre al cinema lo scrittore e arrampicatore per passione Erri De Luca. Tante per una città di provincia che ha sete di eventi  importanti e per carattere atavico è un po’ diffidente, ma non indifferente. Con lui gli ottimi musicisti Nicki Nicolai, interprete potente, e Stefano di Battista, sassofonista magistrale,  che si sono esibiti dal vivo facendo cantare alla fine, tutti in piedi, una folla di tutte le età. Non prima che Erri ne scuotesse le coscienze con le sue parole graffianti, acute e a tratti malinconiche; non prima che un assalto di emozioni  inattese sorprendesse il pubblico. Perché nessuno come lui parla per immagini di Napoli, sbarchi, bombe su Sarajevo, amore,  amatriciana e baccalà, unendo cose lontanissime che inchiodano d’un colpo alla riflessione, o al sorriso. C’erano ragazzini di 14 anni, liceali emozionati col suo libro autografato in tasca, i vecchi montanari e i Presidenti dei CAI di Terni e di Rieti, il popolo degli arrampicatori con cui Erri condivide le falesie di Ferentillo, gli amanti dei libri di racconti e di poesie, gli appassionati di cinema e di musica; c’era Marco Calevi della casa di produzione italo-americana Oh!Pen, c’era il regista Emanuele Sana che ha diretto il film – delicato e sperimentale – “La musica provata”, tratta dal libro autobiografico di  Erri; infine, tra il pubblico, il Prefetto di Rieti che ha accettato di buon grado l’invito da parte di “Rieti Film Commission”, organizzatrice della proiezione del film e dell’evento. Il processo a Erri De Luca accusato di reato d’opinione per la questione NO TAV è in fondo ancora di là da venire, quindi per ora niente sussulti politici e prese di posizione.

Dopo Parigi, Milano, Bologna, Napoli e Roma, “La musica provata” è approdata  a Rieti. Erri lo scorso marzo aveva lasciato in molti la voglia di riascoltarlo, soprattutto  in chi quella sera non era riuscito ad entrare nell’Auditorium Varrone stracolmo. Era la memorabile serata alp di Mauro Corona e Erri De Luca, e che in autunno 2015 il CAI di Rieti riproporrà in compagnia dei due amici scrittori, di casa nelle Dolomiti. Sarà la volta del film “Gli alberi che camminano”, l’evento che chiuderà la VI ed. di “Montagne nel cuore” 2015.

Intervistato da Roberta Gregori sul rapporto tra la scrittura e l’alpinismo Erri De Luca ha detto: «Scrivere è cercare di raggiungere qualcuno, mettersi in contatto con qualcuno. L’alpinismo è invece un atto di isolamento. Scrivere è sperare che, in un altro tempo, in un altro luogo, qualcuno raccolga quelle pagine». E così per la musica. Se per Erri le canzoni, come gli odori e più della vista, affilano i ricordi, allora è arrivato il tempo in cui, a sessant’anni ben sonati, Erri ha sentito l’esigenza di scrivere dei canti e consegnarli a Stefano Di Battista per farli musicare e a Nicki Nicolai per interpretarli. Ma non è semplice mettere in musica poesie e storie di Erri. Come non è semplice farne un film. Si tratta sempre di traduzioni e ricreazioni. Le sue parole mute ma profonde come pozzi, salienti come cime e anticime, non sono nate con la musica, ma dallo scorazzare libero nella sua testa di immagini e associazioni. Lui strimpella la sera la chitarra, la mamma lo aveva tanto esercitato da piccolo a correggere il canto stonato della sua voce, una vera e propria iattura nella Napoli di serenate e mandolini.  Col tempo Erri ha capito che le canzoni sono la musica provata  in ogni occasione della vita. La musica che canticchiamo non è brano definitivo, non ha palco, partitura e registrazioni;  é lingua popolare, è materia che si trasforma, ritornello che ci si ficca nel cervello. Accompagna noi con gli anni, suggella ricordi, modella atmosfere, richiama sensazioni di esperienze. E si eredita, anche storpiandola un po’ perché diventi nostra.  Come quando Erri ricorda dei Natali della sua infanzia a Napoli, con tutta la famiglia che intonava la sera i canti degli alpini dopo lo scambio di doni. Al posto di zampognate, del  “Tu scendi dalle stelle”,  tutti insieme con zii e cugini improvvisati coristi a cantare canzoni della prima guerra mondiale: “mio padre tornò dalla guerra con una gratitudine per le montagne e con quei canti in testa”, mentre a sua madre piaceva la lirica che proprio non stava nelle corde di Erri.

Oggi Erri De Luca, occhi eternamente blu oltremare in una faccia che piacerebbe allo scultore Giacometti, è considerato in Francia il più grande scrittore italiano della sua generazione, e per questo gli hanno consegnato in questo mese il prestigioso Premio per la Letteratura Europea. Il suo scrivere è dunque bellezza universale che lambendo il Mediterraneo scavalca l’arco alpino per incontrare la Mitteleuropa.

In molte pensiamo che Erri sia questo, e di più! In sua compagnia resteremmo volentieri accampate a contemplare stelle cadenti. Con la speranza che non cadano, perché nell’attesa e nella durata lo spazio si riempia ancora di una sua poesia da ascoltare.

 

erri e il suo gruppo di artisti (1)

Comments are closed.