A L’Aquila si parla di sicurezza per la Giornata Internazionale della Montagna

A L’Aquila si parla di sicurezza per la Giornata Internazionale della Montagna

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di Aldo Frezza – Dal 2003, l’11 dicembre è la data celebrata dall’ONU come “Giornata Internazionale della Montagna” per riflettere (e per far riflettere) sull’importanza delle montagne per la vita e per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente.

Il tema che l’ONU ha scelto per il 2019 è “Mountains matter for Youth” (i giovani hanno a cuore la montagna). “I giovani – ha ricordato la FAO – sono i protagonisti attivi del cambiamento e i futuri leader di domani. Sono i custodi delle montagne e delle loro risorse naturali, minacciate dal cambiamento climatico”

Ma quest’anno la giornata segue di pochi giorni tragici incidenti. Sulle Alpi, ma anche – per parlare delle zone a noi più vicine – al Gran Sasso e alla Maiella, le cronache hanno raccontato non poche vittime.

Già le statistiche del Corpo Nazionale di Soccorso Alpini parlavano, per quanto riguarda il 2018, di aumento degli incidenti e degli interventi di soccorso. Le cause sono da ricercarsi, per il Soccorso Alpino, in parte nell’aumentato numero dei frequentatori della montagna, ma in parte anche nella loro scarsa preparazione o conoscenza dei comportamenti da tenere in ambienti comunque impervi e mai scevri di una certa percentuale di rischio.

Come molti ricordano, non esiste la montagna sicura al 100%, qualunque attività vi si pratichi. E non è detto che le attività in apparenza più rischiose siano quelle che richiedono più interventi o più vittime. Secondo le citate statistiche, la maggioranza degli interventi hanno riguardato l’escursionismo con il 40,4% del totale, seguito da sci alpino e nordico (in pista, quindi) con il 16,7%. Alpinismo, scialpinismo e cascate di ghiaccio sono presenti con, rispettivamente, il 6,2, 3,4 e 0,3%.

Ma, oltre alla maggior frequentazione turistica delle aree montane, già citata, il Soccorso Alpino mette in guardia, nel commento alle statistiche:

…notiamo anche una maggiore propensione al rischio, da parte di molti utenti della montagna. Le attività più specializzate, a volte definite “estreme”, attirano giovani e meno giovani, che si avvicinano ad esse spesso senza la dovuta preparazione…”.

Tornando agli incidenti delle scorse settimane, se sulle Alpi essi sono stati dovuti principalmente a fenomeni valangosi, o comunque a comportamenti del manto nevoso (e qui possono entrarci, in parte, i cambiamenti climatici che rendono più difficili ed aleatorie la lettura e l’interpretazione delle condizioni di innevamento rispetto ad un tempo), in Appennino si è trattato di un fenomeno diverso, già visto in anni precedenti (ricordiamo il tragico inverno in Terminillo di qualche anno fa, dove si registrò quasi un intervento di soccorso al giorno, spesso con epiloghi tragici). Siamo in una stagione intermedia: non è più estate, ma non ancora pieno inverno. La neve, spesso visibile solo alle quote più alte, lascia sotto di sé un terreno quanto mai infido, spesso ricoperto di ghiaccio sottilissimo e trasparente, dove è necessario muoversi con la massima cautela, con esperienza e con attrezzatura affidabile, adatta alle condizioni che non sempre appaiono evidenti guardando dal basso.

Però –  continuiamo a citare il comunicato del Soccorso Alpino a commento delle sue tabelle statistiche – non dobbiamo “demonizziare questi sport, che anzi possono essere una risorsa importante e nuova per i nostri territori montani. Ma chiediamo agli appassionati di migliorare la loro preparazione in termini di sicurezza, se necessario rivolgendosi alle Guide Alpine o agli ottimi corsi di del Club Alpino Italiano (CAI), che diffondono la cultura della sicurezza di pari passo con le nozioni tecniche.

Per la Giornata Internazionale della Montagna, la Sezione dell’Aquila del Club Alpino Italiano, dopo i tragici incidenti in montagna dell’ultima settimana, ma soprattutto a seguito della divulgazione dei dati statistici di cui dicevamo, organizzerà un incontro sul tema della corretta informazione e della formazione per le attività in montagna riguardanti l’escursionismo, l’alpinismo e lo scialpinismo: una tavola rotonda dal titolo: “Montagna in formazione. Strategie per la riduzione del rischio in montagna”

La Giornata Internazionale della Montagna, 11 dicembre, è parsa la data più significativa per poter parlare di una questione nodale dell’agire del Club Alpino: riuscire a dotare di un’adeguata coscienza di sé e dell’ambiente, tutti i frequentatori dell’alta montagna, è la base per poter far godere di una passione che non esponga – però – a rischi non calcolati.

Parteciperanno alla Tavola rotonda rappresentanti delle seguenti strutture ed enti:

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Soccorso Alpino Guardia di Finanza, Istruttori delle Scuole di Escursionismo, di Alpinismo e Scialpinismo del CAI, Guide Alpine di Alta Montagna, Accompagnatori di Media Montagna, Meteomont, Carabinieri Forestali, Servizio Valanghe Italiano del CAI, Parchi Gran Sasso e Monti della Laga, Majella, Sirente Velino.

La Tavola rotonda, moderata dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola, si svolgerà presso la sede della Sezione del Club Alpino Italiano dell’Aquila, via Sassa n. 34, alle ore 18.00 dell’11 dicembre.

Ma chi non sarà all’Aquila potrà però seguire la diretta streaming su ManuWebtv.it (sia sul sito Web che su Facebook)

 

 

 

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