L’Italia è un sentiero. Il percorso di Natalino Russo lungo la filosofia del camminare

L’Italia è un sentiero. Il percorso di Natalino Russo lungo la filosofia del camminare

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di Aldo Frezza – Buoni ultimi  (ma, speriamo, “not least”) parliamo finalmente anche noi di un libro di grande successo, presentato in ogni dove in Italia e giunto in pochi mesi  alla sua seconda ristampa.

Si tratta di “L’Italia è un sentiero” di Natalino Russo. L’autore – ben noto fotografo, giornalista, scrittore – racconta nelle 174 pagine del volume edito da Laterza alcuni tra i più noti e meno noti sentieri del nostro paese.

Ma, a differenza che in altri – troppi? – libri di escursionismo e trekking che possiamo trovare sugli scaffali delle librerie, Natalino Russo non ci descrive le tappe, la lunghezza o la difficoltà degli itinerari. Chi cerca le mere informazioni “tecniche” non le troverà; leggerà invece, oltre a brevi descrizioni generali sui luoghi o le regioni attraversate e cenni storici su di esse, le riflessioni dell’autore, i pensieri che attraversare i paesaggi descritti suscitano in lui, molti rimandi alle tante suggestioni letterarie e filosofiche che la sua cultura, i suoi ricordi, il rumore stesso dei suoi passi, il suo “pensare coi piedi” (come il titolo dell’introduzione) evocano.

Gli itinerari sono divisi per “categorie”. Si parla di “Sentieri nella storia”, “Sentieri nella natura”, “Sentieri della fede”, “Sentieri nelle memorie di guerra”. In più, l’ultimo capitolo, dedicato ai “Sentieri del nuovo millennio”.

Va a grande merito di Natalino Russo l’aver trattato, a fianco agli itinerari più classici e conosciuti (come la GTA o il Sentiero Italia), di quelli meno conosciuti o per il momento “potenziali”, perché ancora in divenire, tracciati solo sulla carta e per ora solamente in fase di progetto, nonché di tanti di essi, una volta celeberrimi, ora scomparsi e non più frequentati. Assolutamente lodevole, quindi, il tentativo di farne rivivere la memoria storica e la voglia di riscatto e nuova conoscenza di essi.

Va detto poi che la maggior parte di questi itinerari, poco conosciuti ma di grande importanza storica, paesaggistica o letteraria, appartengono a zone del Centro-Sud Italia, spesso facenti parte del territorio appenninico. Tra essi, grazie a Natalino Russo conosciamo le Campate del Diavolo e gli itinerari della Transumanza (Sentieri nella storia), l’Aspromonte con il Sentiero del Brigante e la Via dell’Inglese e le terre di Giustino Fortunato tra i Monti Lattari (Sentieri nella natura), il tratto della via Francigena che, verso sud, conduceva in Terra Santa  (Sentieri nella fede). Il Cammino degli anarchici del Matese e il Salento (Sentieri nelle memorie di guerra).

Per giungere all’ultimo capitolo, sugli itinerari “del nuovo millennio”, le terre d’Appennino sono presenti con il Cammino delle Terre Mutate ma anche con due itinerari “urbani”: a zonzo per Roma e lungo l’Appia Antica. Segno delle nuove tendenze e del nuovo invito dell’autore, in linea con esse, a trovare ognuno il proprio cammino e le proprie scoperte a piedi del proprio territorio, in montagna, tra creste e pianori appenninici o tra le strade delle nostre città. E’il viaggiare non cercando nuovi posti ma percorrendo quelli abituali con nuovi occhi, per citare il noto aforisma di Proust.

Alla fine del libro, i capitoli dedicati al Kit del camminatore (vestiario, attrezzatura, cartografia, ecc…) e a “segnavia”, unico con qualche informazione pratica sugli itinerari descritti. Ma – nello spirito del libro, che dichiaratamente non si propone come guida escursionistica – non si si tratta che  di pochissimi cenni sui punti di partenza e come raggiungerli. Chi vorrà percorrerli, potrà trovare tutto il materiale sulle guide e le mappe già esistenti, facili da reperire in libreria o sul web.

Ma “Segnavia” e “Kit dell’escursionista” sono preceduti dal capitolo forse più interessante del libro, riassunto e summa al contempo del concept che ha guidato l’intera pubblicazione: “Camminare perché”. La domanda, che a prima vista potremmo porci prima di cominciare un cammino, diventa qui la parte finale del lungo excursus dei capitoli più descrittivi precedenti, quale frutto delle riflessioni e degli studi compiuti dall’autore in seguito alla sua lunga esperienza di camminatore. Solo arrivati fin qui, alla fine del nostro cammino di lettura, tocchiamo con mano la valenza filosofica, poetica, politica del semplice gesto di camminare. Da esso sono nate filosofie, movimenti politici (unghe marce, manifestazioni, sostanziali aggregazioni di gente in cammino sono classiche forme di comunicazione e pressione politica), esso è foriero di nuovi intrecci tra movimento e pensiero (“Camminare aiuta a pensare meglio”, “Il cammino può favorire l’incontro tra aspetto materiale e sfera spirituale”) e permette un originale approccio alla natura. Quanti conoscono la geopoetica, movimento teorizzato dagli anni ’70 da Kenneth White, poeta e filosofo scozzese? A tutto questo ed altro ci conducono le riflessioni post-cammino di Natalino Russo, tutto questo incontreremo lungo il percorso sul quale ci guida.

 

L’Italia è un sentiero di Natalino Russo

Editori Laterza

pagg. 174

Prima Edizione luglio 2019

€ 16

 

 

 

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