A piedi sull’Alta via delle Marche, nuova guida per un cammino di rinascita

A piedi sull’Alta via delle Marche, nuova guida per un cammino di rinascita

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di Aldo Frezza – Di ritorno dalla lunga pausa estiva di appenninico.it, segnaliamo, tra le letture estive che ci sono particolarmente piaciute (e che abbiamo anche provato “sul campo”, in quel di Fabriano), una delle ultime pubblicazioni della ben nota serie “A piedi in Italia” delle Edizioni ITER.

Parliamo di “A piedi sull’Alta Via delle Marche – dal Montefeltro ai Sibillini”, a cura di Nicola Pezzotta e Luca Marcantonelli.

I curatori (ingegnere civile con specializzazione in Cartografia e Geomatica Pezzotta, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari Marcantonelli) sono anche Guide Ambientali ed Escursionistiche, curatori del blog “Coninfacciaunpodisole” e membri dell’associazione omonima che si occupa di organizzare escursioni e eventi di sviluppo turistico nel loro territorio.

Per la descrizione accurata e la sperimentazione degli itinerari, si sono avvalsi di un team di autori (guide ambientali escursionistiche, storici dell’arte, giornalisti) noti conoscitori della regione: con Nicola Pezzotta Luca Marcantonelli hanno collaborato Ruben Marucci, Lucia Paciaroni, Fabiola Cogliandro, Stefano Properzi.

Il libro, ben al di là della semplice descrizione di itinerari escursionistici, vuole essere illustrazione di un’idea, una proposta frutto dell’ambizioso progetto nato nel 2014all’interno dell’associazione e già presentato in varie occasioni (tra cui la BIT 2016 a Milano)

Progetto escursionistico, turistico, di sviluppo e conoscenza di una regione che si è fatto di ancor maggiore vitale importanza dopo gli eventi sismici del 2016 e 2017, avvenuti “in corso d’opera”, durante la progettazione e le prime fasi di scrittura della guida.

L’alta via delle Marche, che gli autori qui propongono, è un lungo cammino di 27 tappe che traversa i monti della regione da nord a sud, dal Montefeltro, suo confine con l’Emilia-Romagna, fino, a sud, ai Monti Sibillini e alle prime propaggini marchigiane dei Monti della Laga.

Durante le 27 tappe – alcune percorribili anche in mountain-bike – si traversano cinque aree protette, parchi e riserve naturali ricche di biodiversità, con presenza anche del lupo e del camoscio appenninico. Tra le altre emergenze naturalistiche importanti non mancano poi – tra gli altri – i calanchi del Montefeltro, le gole calcaree di Frasassi, le faggete secolari del Monte Catria, Cucco e Canfaito, i paesaggi sempre diversi dei Sibillini, il Lago di Pilato

Una proposta, dicevamo. Infatti, come gli autori specificano nella prefazione del libro e nelle presentazioni di cui sono stati protagonisti in più occasioni prima della stagione estiva (noi li abbiamo visti ed ascoltati a Roma), una segnalazione univoca del percorso al momento non esiste. Ma molti tratti dell’alta via sono in comune con itinerari già esistenti e già segnalati. Si parte, all’estremo nord, con la segnaletica dell’Alta Via dei Parchi dell’Emilia Romagna (area del Sasso Simone, Simoncello e Montefeltro); poi, in alcune tappe, con quella del Sentiero Italia. Infine, nella parte finale, troviamo quella del Grande Anello dei Sibillini. In altri casi, saranno invece i segni bianco-rossi del Club Alpino a guidarci.

La guida è divisa in 4 diverse sezioni, a seguire l’andamento delle diverse aree della regione:

Sasso Simone, Simoncello e Montefeltro (4 tappe da Carpegna ad Apecchio); Monte Nerone, Monte Catria, Monte Cucco (8 tappe da Apecchio a Sassoferrato); Gole di Frasassi, Monte San Vicino, Mpnte Canfaito (5 tappe da Sassoferrato a Caccamo sul Lago); Monti Sibillini e Monti della Laga (10 tappe da Caccamo sul Lago a Umito).

Le tappe non sono sempre delle più facili. I 416 km totali percorrono ambienti e paesaggi molto diversi tra loro, ma quasi sempre lungo sentieri in quota e il più possibile lontani dalle strade asfaltate. Il dislivello medio di 780 metri richiede un discreto allenamento e almeno un po’ di abitudine a camminare in montagna.

Però gli autori hanno pensato a strutturare il libro in maniera tale da permettere anche a chi vuole percorrere brevi tratti dell’Alta Via (2 – 3 tappe o anche una sola) di avere tutte le indicazioni utili. Ogni itinerario è descritto, infatti, anche ad uso di chi desidera percorrerlo in giornata, ritornando al punto di partenza o lasciando un mezzo di trasporto all’arrivo.

In più, non mancano i numerosi cenni ai tanti punti di interesse dei luoghi attraversati, non solo naturalistici. Abbazie come Fonte Avellana o Santa Maria di Stria, paesi caratteristici come Apecchio, Sassoferrato o San Severino Marche, monumenti ed architetture sono ben descritti, permettendo la frequentazione dei luoghi anche a chi non sia mosso solamente dal mero interesse escursionistico.

Il progetto si propone di ridare vita, conoscendole nel modo lento e discreto dei camminatori, a regioni che rischiano di venire dimenticate dopo i danni del terremoto. In particolar modo per i territori attraversati dalle ultime tappe, tra i Sibillini e La Laga. Qui – avvertono gli autori – non tutti i sentieri descritti sono del tutto percorribili (in special modo lungo le tappe 23 e 26). Si spera, però –  è questa la scommessa che il libro propone – che una nuova frequentazione ed un successivo ripopolamento siano motore della nuova, attesa, rinascita di questi territori.

 

A piedi sull’Alta via delle Marche

dal Montefeltro ai Sibillini

27 tappe alla scoperta dell’entroterra marchigiano

a cura di Nicola Pezzotta e Luca Marcantonelli

Guide ITER

 14,00

ISBN 978-88-8177-286-5

Anno 2019

Pagine 192

Formato 11 x 20 cm

 

www.iteredizioni.it

 

 

 

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