Forte Presenza appenninica al  Trento Film Festival

Forte Presenza appenninica al Trento Film Festival

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di Aldo Frezza – Sapremo presto quali saranno i registi ed i film che si aggiudicheranno i molti premi in palio nelle varie sezioni del Trento Film Festival di quest’anno, nella sua 67esima edizione. Quello che però a noi preme sottolineare è la forte presenza quest’anno, di pellicole “appenniniche”, nel senso di film girati in luoghi dell’Appennino, dedicati a personaggi dell’Appennino o da registi che in Appennino vivono e lavorano.

Spulciando tra le pagine del ricco programma di proiezioni di quest’anno, emergono 12 titoli che hanno a che fare con le montagne a noi care. Con l’augurio che qualcuno di essi si giudichi qualche premio, ma soprattutto che tutti possano trovare una diffusione ben più ampia rispetto alla stretta cerchia dei frequentatori dei festival, vediamo chi e quali tematiche sono presenti quest’anno a Trento.

Innanzitutto, sono stati protagonisti di proiezioni speciali (fuori concorso):

Da 0 a 8000, la storia di Daniele Nardi” di Stefano Ardito. Il film, anche se non recentissimo (del 2011) è dedicato alla storia e alla memoria dell’alpinista di Sezze scomparso recentemente sul Nanga Parbat

 

 

 

 

Fosco Maraini, il miramondo” di Marco Colli e Alberto Meloni. Il documentario rende omaggio alla vita del grande etnologo, viaggiatore ed esploratore fiorentino, raccontando la sua passione per l’avventura e l’amore per ogni cosa che incontrò sul suo cammino.

 

 

 

L’altro spazio . viaggio nelle aree interne d’Italia” di Marcello Pastonesi e Carlo Furgeri Gilbert. Il film racconta il viaggio dell’architetto Mario Cucinella attraverso le aree interne dell’Italia per ritrovare tradizioni e usanze che, formatesi nel corso della storia del nostro paese, ne costituiscono il vero DNA.

 

 

 

 

Tra i film in concorso, che concorrono dunque all’assegnazione delle Genziane, assegnate dalla giuria composta da personalità del mondo del cinema, della cultura e dell’alpinismo:

Così in terra” di Lorenzo Pisano. Ad Acquasanta Terme (AP), paese lacerato dal terremoto, la storia di due anime che cercano di ricucire le ferite del luogo, anche tra i pochi abitanti rimasti

 

 

 

 

 

La regina di Casetta” di Francesco Fei. Nel paese di Casetta di Tiara, borgo sperduto tra l’Alto Mugello, Gregoria è l’unica ragazza rimasta. Tra poco si trasferirà in città per proseguire gli studi, ma intanto il film segue la sua vita tra i ritmi dettati dalle stagioni

 

 

 

Storia di Pietre” di Alessandro Leone. Ambientato anch’esso nelle terre del terremoto. A Frascaro e Campi, frazioni di Norcia, si vive tra danni che si cerca di riparare, opere d’arte da restaurare ed eremitaggi

 

 

 

 

Somnivm” di Jonna Kina. L’artista e regista finlandese si reca tra le cave di marmo di Carrara a ricercarne la storia ma non solo. Il lavoro di post-produzione, che elimina dalle inquadrature tutte le attrezzature di estrazione contemporanee crea un senso di assenza, trasformando i luoghi in paesaggi poetici o post-umani.

 

 

 

Nella sezione “Terre Alte”, documentari d’autore su genti di montagna, tradizioni e paesaggi in trasformazione

La nostra pietra” di Alessandro Soetje. Daniele Kihlgren, terzogenito di una ricca famiglia italiana di imprenditori, capita negli anni a Santo Stefano di Sessanio, borgo sulle montagne abruzzesi dove prende corpo l’idea di restaurare in modo filologico il  villaggio in rovina, per farne un albergo diffuso.

 

 

 

Tecchiaioli” di Alessio Salvini. Il lavoro del tecchiaiolo è un antico mestiere che ha origine e vive nel territorio delle Alpi Apuane, tra le province di Lucca e Massa Carrara. I tecchiaioli mettono in sicurezza e ripuliscono le pareti rocciose dalle quali, successivamente, verrà estratto il marmo destinato all’esportazione in tutto il mondo.

 

 

 

 

Nella sezione “sesto grado” dedicata a visioni e sperimentazioni che esplorano nuovi modi di mostrare e raccontare la montagna, tra cinema ed arti visive, segnaliamo

 

“Divieto 2” di Alex Tyson. Il film, sperimentale, è ambientato all’interno di un team di vulcanologi dell’INGV operanti alle pendici dell’Etna ma presta uguale attenzione ai minatori e ai negozianti che lavorano sulle sue pendici. Il risultato è un ritratto allargato delle economie irregolari della montagna.

 

 

 

 

Finiamo con la sezione del festival più espressamente dedicata ai racconti di avventura ed alpinismo, “Alp&ism”, dove troviamo

Climbing the elixir” di Monica Dovarch. Due escursionisti ripercorrono gli aspri luoghi di vita e le impervie scalate dei coraggiosi pastori sardi, tra le incantevoli montagne del Supramonte sardo, rivivendo sfide diventate leggende e imprese trasformate in mito dai racconti degli anziani

 

 

 

Sutt’u piccu ru suli” di Fabrizio Antonioli. Già visto a Roma nell’ambito di “Montagne in città”, il film ripercorre la storia dell’alpinismo siciliano dagli anni ’30, con i primi itinerari aperti da Maraini e Soldà, fino ad oggi.E’ dedicato al prof. Sebastiano Tusa, archeologo e Assessore alla cultura della Regione Sicilia, scomparso nell’incidente aereo in Etiopia del 10 marzo 2019.

 

 

 

 

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