“In t’la nudda”. L’Appennino Reggiano si presenta

“In t’la nudda”. L’Appennino Reggiano si presenta

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di Aldo Frezza – noi di appenninico.it amiamo i luoghi di Appennino meno famosi e frequentati, quelli sconosciuti ai più, quelli di cui non si parla quasi mai. Così, siamo stati ben contenti di ricevere questo volume da Giuseppe Boiardi, ideatore del progetto di ricerca fotografica sull’Appennino Reggiano di cui il libro  è la summa: “In t’la nudda”, delle edizioni ABao AQu- LiberEventi, uscito nel 2014 ma più che mai attuale, ancora oggi

Intanto, il titolo: In t’la nudda è un’espressione dialettale che indica le zone più alte, oltre il limite della vegetazione boschiva. Ed è in questa zona, alle pendici di Monte Cusma, che si svolge l’indagine sociale che il collettivo di fotografi ha svolto.

Pochi ma raggelanti dati statistici, citati all’inizio del libro, danno l’idea di ciò di cui si tratta. Ne citiamo alcuni. Dal 1951 al 2011 la popolazione all’intera area appenninica reggiana è passata da 46.814 a 29.481 abitanti. L’indice di invecchiamento è superiore al 27%. (…) Negli anni ’20 fu costruita a Ligonchio la centrale elettrica. Dava lavoro a oltre 80 persone e costituì un forte elemento di sviluppo economico e demografico della zona. Nei primi anni ’90 la centrale è stata completamente automatizzata. Oggi vi lavorano otto persone.

L’idea della ricerca è nata a Giuseppe Boiardi dopo la visione di mostre in “Fotografia europea”, a Reggio Emilia, e la successiva frequentazione di workshop di fotografia. “Abbiamo voluto” – dice Boiardi – svolgere un’indagine sociale sull’Appennino Reggiano, , un territorio esplorato fino al parossismo negli aspetti paesaggistico-ambientali, ma spesso trascurato nella sua componente umana. Il nostro è stato un lavoro svolto con “lentezza”, una lentezza contrapposta all’accelerazione bulimia che la fotografia sta subendo negli ultimi anni, lentezza come strumento di comprensione dei fenomeni”.

Così Giuseppe Boiardi – che di professione fa l’architetto – ha affiancato ai suoi progetti architettonici questo  di reportage sociale, coinvolgendo altri fotografi. Alcuni di essi sono reggiani di nascita, alcuni in prestito; alcuni sono fotografi professionisti, altri praticano la fotografia come “medicina alternativa”. Ma tutti considerano ed usano la fotografia come mezzo per esprimere la propria personalità.

I fotografi coinvolti sono stati, oltre a Giuseppe Boiardi stesso: Amanzio Fiorini, Galileo Rocca, Silvia La Ferrara, Eleonora Bertani, Alessandra Maria Calò, Stefano Camellini, Alessandro Femminino e Lorenzo Franzi. Ognuno di essi si è occupato di un capitolo del libro.

Il volume è acquistabile sul sito dell’editore www.abaoaquedizioni.info o attraverso la piattaforma ibs www.ibs.it

 

 

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