L’Anfiteatro Linceo

L’Anfiteatro Linceo

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di Cristina Ternovec – Il Pratone del Monte Gennaro e’ uno dei luoghi piu’ conosciuti e frequentati dei Lucretili. Proprio ora che si ritorna a parlare di un ripristino della vecchia “cestovia” per un veloce e poco consapevole raggiungimento della cima del Monte Gennaro, merita ricordare l’interesse botanico/naturalistico che proprio questi luoghi suscitarono nei primi studiosi agli inizi del 1600.

Era questo il periodo della nascita dell’Accademia dei Lincei ad opera di Federico Cesi, coltissimo naturalista, duca di Acquasparta, ma anche principe di San Polo (dei Cavalieri) e marchese di Monticelli (Montecelio). Lo scopo dell’Accademia era quello di: “acquisire la cognizione delle cose, ma anche di diffonderle tra gli uomini a voce e con gli scritti, pacificamente, senza provocare danni”. Oggetto del loro studio erano tutte le scienze della natura, specie quelle all’epoca meno coltivate come la matematica e le scienze naturali, indagate con libera osservazione sperimentale.

Sono proprio queste linee guida a spingerli verso le escursioni sui Lucretili a ricercar “le naturali delizie”, specie su Monte Gennaro, che il Cesi con riferimento clasicheggiante ama definire come Monte Giano.  Molte sono le lettere che testimoniano le passeggiate botaniche dei Lincei, in particolare quella del 12 ottobre 1611 dove si afferma che “partiti da S.Polo, Federico Cesi, Giovanni Terrenzio (Schreck), Giovanni Faber, Teofilo Molitore (Muller) ed Enrico Corvino giunsero all’altissimo e ricchissimo delle erbe piu’ rare Monte detto di S. Gennaro, sotto il quale fa mostra di se’ in tutto il suo meraviglioso splendore l”Anfiteatro Linceo, allo scopo di godere della raccolta piu’ che della semplice osservazione delle piante”. L’Anfiteatro Linceo, che il Cesi nomina altre volte nelle sue lettere ( “Invio alcune piante del nostro Anfiteatro e dal Pizzo di Giano”), non e’ altro che il vasto pianoro carsico ai piedi del Monte Gennaro che oggi viene comunemente denominato Pratone. Probabilmente il nome, coniato dai Lincei, evoca l’immagine del Colosseo, vista la suggestiva forma elittica del pianoro che si puo’ facilmente ancora oggi ammirare dalla vetta del monte. E’ proprio Giovanni (Johannes) Faber, botanico e curatore dell’Orto Vaticano, a descriverlo con entusiasmo di sensibile osservatore, prima che di scienziato nel suo Montis Iani Genaro encomium: “ Su questo monte quale varieta’ di piante! Su di esso quale incantevole fioritura verso la fine di Maggio! Che soavita’ allora, lassu’, di leggere brezze! Alla sua sommita’ che spazioso pianoro tutto recinto simile all’Anfiteatro! Che copiose scaturigini di limpidissime acque!”

 

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