L’ Appennino Tosco Emiliano è riserva della biosfera Unesco

L’ Appennino Tosco Emiliano è riserva della biosfera Unesco

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di Alberto Osti Guerrazzi – il programma MAB (Man and Biosphere) dell’Unesco è un programma scientifico che ha l’obiettivo di capire, attraverso lo studio di esempi, come migliorare il rapporto tra le popolazioni e il loro ambiente, cercando attraverso l’esame di territori dove questo rapporto è positivo strumenti e metodi da applicare in territori più vasti. Per un territorio essere inseriti nell’elenco Unesco MAB è quindi un riconoscimento che la relazione tra le attività umane e l’ambiente naturale è equilibrato e sostenibile. Il riconoscimento viene poi verificato a distanza di alcuni anni, e vi sono stati casi di revoca.

In Italia fino allo scorso maggio i siti erano 10 (Collemeluccio – Montedimezzo in Molise, il Circeo nel Lazio, Miramare in Friuli, il Parco del Cilento e il Vesuvio  in Campania, la Valle del Ticino in Lombardia, l’Arcipelago Toscano e la Selva Pisana in Toscana, il Monviso in Piemonte, la Sila in Calabria); dal 9 giugno scorso ve ne sono altri 3, le Alpi di Ledro e Judicara in Veneto, il Delta del Po e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano in Emilia Romagna.

Il totale delle riserve italiane è ora di 13, uguale alla Francia (13) ma lontano dalla Spagna (45) e dietro alla Bulgaria (16).

Come appenninisti ci fa particolarmente piacere il riconoscimento del valore naturalistico e culturale del Parco dell’Appennino Tosco Emiliano, in quanto “sito privilegiato per la conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile”.

Nelle motivazioni, riportate sul sito (www.unesco.org/new/en/natural-sciences/environment/ecological-sciences/biosphere-reserves/europe-north-america/italy/appennino-tosco-emiliano) è scritto che la nuova riserva “si situa sul crinale appenninico tosco-emiliano” e che questo crinale “è il confine geografico e climatico tra l’Europa continentale e l’Europa mediterranea… La riserva contiene il 70% di tutte le specie presenti in Italia, incluse specie di uccelli, anfibi, rettili, mammiferi, pesci, il lupo e l’aquila reale, e una grande biodiversità nelle piante, con almeno 260 specie acquatiche e terrestri….. Le principali attività economica sono l’agricoltura e il turismo”.

Mi sembra quindi di poter concordare con il Ministro dell’Ambiente Galletti: “l’Unesco, iscrivendo tre nuovi siti nella lista delle eccellenze naturalistiche, evidenzia la straordinaria biodiversità e ricchezza di paesaggi del nostro Paese e, al tempo stesso, riconosce la capacità delle comunità locali di saper trovare il giusto equilibrio fra uomo e natura, valorizzando l’insieme delle risorse umane, naturali, culturali, paesaggistiche e produttive presenti sul territorio”.

L’augurio è che a queste tre nuove riserve ne seguano presto molte altre.

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