Se lo sguardo esclude, di Cristiano Iurisci

Se lo sguardo esclude, di Cristiano Iurisci

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di Alberto Osti Guerrazzi – se uno è appassionato di montagna, di libri che raccontano avventure in montagna ne ha normalmente letti diversi;  spesso questi racconti si somigliano, nel raccontare la bufera come lo spasmo dell’appiglio scivoloso, l’incidente e la calata, la roccia come la neve o il bosco.
Nel suo nuovo libro edito dalle Edizioni il Lupo (€ 12,00), Cristiano Iurisci racconta di scalate (ma non solo), e quindi anche di appigli e ghiaccio di una qualche variabile tipologia; racconta bene, e questo è già molto. Racconta dei suoi esordi, del periodo in cui faceva solo escursionismo; e delle lunghe estati vicino l’Aquila, dove l’orizzonte di colline e montagne era un’esclusione, una

limitazione dello sguardo e insieme una promessa di avventure e scoperte. Racconta poi di grandi exploit appenninici, e per chi ama l’Appennino ciò è bello, fa piacere che il nostro terreno di gioco sia anche luogo di imprese alpinistiche nel vero senso del termine; come la salita invernale alla nord delle Murelle, o la Direttissima al Paretone; sono racconti intensi, che non possono non “acchiappare” l’animo dell’appassionato che li legge.
Ciò che però ci ha davvero colpito in questi racconti è la grande, sincera modestia del loro autore, il raccontare di non sentirsi un superuomo, ma un alpinista normale: spesso, con semplicità, Cristiano racconta di aver ceduto il ruolo di capocordata al compagno perchè “più forte”; spesso ci parla dei suoi timori, della paura di non essere sufficientemente preparato, di non essere all’altezza.
È un tratto del carattere dello scrittore che lo avvicina al lettore, rendendo più “umane” e quindi più partecipabili le sue avventure, e che unito all’emozione del récit d’ascension, ne fa una lettura al tempo gradevole e avvincente.

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