Scialpinismo – il Morrone della Duchessa (2141 m)

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di Alberto Osti Guerrazzi – Una gita lunga e tranquilla attraverso ambienti poco frequentati e che regalano la sensazione di essere lontani e selvaggi. La valle Amara è lunga ma mai noiosa, costellata com’è di belle rocce e ricoveri di pastori. In alto, usciti dalla faggeta, l’ambiente è molto bello e i panorami superbi. Una gita di ambiente e di soddisfazione. Con degli amici l’ho percorsa l’ultimo sabato di questo tiepido inverno, con tanta e bella neve in alto; non la più bella sciata di sempre, ma piacevole e divertente.

 

Grado di difficoltàMS: l’itinerario è lungo, il dislivello non indifferente, ma le difficoltà tecniche sempre contenute.

Esposizione prevalente: nord-ovest in salita e discesa.

Impegno dislivello: 1150 m in salita e altrettanti in discesa; distanza: 10 km a salire e 10 a scendere; tempo complessivo: 5/6h.

Piaceri: l’esplorazione dell’interessante valle Amara, il piacere di attraversare luoghi che appaiono remoti; molto bello il panorama dalla vetta.

Stagione suggerita: dicembre – marzo.

Cartografia di riferimento – Velino – Sirente, scala 1: 25.000, Edizioni il Lupo.

Come arrivarci – A 24 Roma L’Aquila, uscita Valle del Salto; di qui a Corvaro; nel centro del paese nuovo una strada a destra (indicazioni per agriturismo) passa sotto il grande cumulo terroso dei lavori della galleria dell’autostrada, passa sotto questa e subito dopo arriva all’inizio della valle Amara, dove si parcheggia vicino a un tavolo da pic – nic. La valle è riserva e non può essere percorsa dai non autorizzati.

Descrizione itinerario – dal parcheggio (1000 m) si comincia a seguire in direzione prima nord est e poi est la strada di fondo di Valle Amara; dopo ca. 1 km, si incontra sulla destra la Cappella della Madonnella (1100 m, 20 min.). Dopo ca. altri 2,5 km si arriva ad un netto bivio (1400 m, 1.00h dalla cappella); si va a destra (dritti si entra nella valle dell’Asina), seguendo sulla sterrata che ora percorre a mezzacosta il versante nord del m. Ginepro. Dopo ca. 20 min. il sentiero piega a sinistra (sud) e con un paio di tornanti arriva ad una prima radura; si prosegue diretti a sud e dopo un altro breve tratto di bosco si arriva ad una seconda radura; qui si piega a destra e superata un’ultima fascia di faggi si sbuca sugli ampi pendii del pianoro di fonte La Vena, dove si trovano due rifugi, almeno il secondo aperto e in ottime condizioni (1800 m, 1.30h dal bivio). Si prosegue superando un gruppetto di faggi subito a sud del rifugio e cominciando a salire il vallone chiuso dal pendio nord-ovest del Morrone. Lo si risale fino ad un ampia e ben visibile sella, da cui piegando a sinistra e con qualche tornante si prende la dorsale sommitale, che si segue (attenzione alle cornici sul versante est!) senza problemi fin sulla vetta (2141 m, 1.00h dal rifugio). Magnifici i panorami. Discesa per la via di salita, rapida fino al rifugio, poi sulle radure e seguendo la sterrata fino al parcheggio; ovviamente, il tempo di percorrenza varia molto in ragione dell’innevamento della strada.

Luoghi particolari – la piccola cappella della Madonnella, a ca. 1 km dal parcheggio, incastonata tra le rocce della vale Amara; il romantico pianoro di Iaccio di Fonte della Vena, con due rifugi belli e ben tenuti.

Segnaletica – abbastanza evidente anche con la neve, ai segni bianco/rossi si alternano curiosi segni giamaicani.

Bibliografia – L. Mazzoleni – La Montagna Incantata.

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