Scialpinismo – Cima a Mare (2014 m) – Mainarde (PNALM)

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di Giorgio Giua – I fantasiosi topografi delle Mainarde sono riusciti a dare quasi lo stesso nome a ben tre vette delle dodici over 2.000 del gruppo. C’è il “Monte Mare” (m 2020) all’estrema propaggine Sud-Est del Gruppo insieme alla “Ferruccia”; il “Monte a Mare” (m 2160) posizionato circa ad un terzo della dorsale principale delle Mainarde tra la Meta e la Ferruccia; infine la quota 2014, senza nome sulla carta, denominata di recente dal Club dei 2000 “Cima a Mare” la cui cresta si diparte dal Monte a Mare in direzione Nord-Nord Est. La Cima, che probabilmente si può salire dalla strada del Rif. Campitelli trovando la via nella fitta faggeta, vista dall’alto sembrerebbe un’altra discutibile cima da fare in discesa, ma in realtà, una volta salita, rivela una sua valenza specifica per ben tre motivi: intanto la cresta che la collega alla sua vetta “madre”, ovvero il Monte a Mare, non è affatto banale, ma, a vista, sembrerebbe presentare alcuni passaggi di arrampicata; in secondo luogo c’è una sella che divide le due cime, senza nome e senza quota sulla carta, ma da altimetro situata intorno ai 1980 m; inoltre, ma direi soprattutto, la Cima a Mare presenta un magnifico affaccio sulla piana di Campitelli, Alfedena e tutto il Molise. Aggiungo, infine, che la veste invernale colora il tutto con quel quid di indeterminatezza che rende senz’altro l’itinerario, nel suo complesso, degno di essere percorso.

Partenza e Arrivo  Prati di Mezzo,1408 m

Dislivello  –  950 m circa

Tempo Andata – 3 ore

Tempo Ritorno – 1 ora e 45 min

Difficoltà – BSA

Carte  –  “Monti Marsicani, Mainarde, Valle del Giovenco, Monti della Meta” – 1:25.000 – ed. Il Lupo

Accesso  – Superstrada Avezzano-Cassino (raggiungibile dalla Roma-Napoli via Ferentino/Sora o da Cassino). Uscita Atina, poi Picinisco e strada per i Prati di Mezzo (12 Km da Picinisco).

Descrizione dell’itinerario: dai Prati di Mezzo si segue la via normale per la Metuccia (cfr. ad es. itinerario n° 201 della “Montagna Incantata” di Luca Mazzoleni). Intorno a quota 1700, prendere il vallone di destra e proseguire in direzione Nord Est verso il punto quotato m 2161 sulla carta, spesso confuso con la Metuccia (che invece è più bassa – m 2105 e più a sinistra salendo). In ogni caso, prima di arrivare in cresta, superata quota 2000 circa, puntare ad Est per i piani inclinati che portano al Monte a Mare (m 2160), piccolo panettone ben individuabile sulla lunga dorsale che prosegue a Sud Est verso le “Coste dell’Altare” (Ore 2,00- 2,30).

Dalla vetta si scende ora in direzione Sud Est per circa 100/150 metri (30/40 di dislivello) fino a raggiungere l’invitante imbocco di un canalino, verso i pendii del versante Nord Est, con esposizione Est, privo di cornici e assolato al mattino. Si può scendere con ramponi e piccozza (come ha fatto il sottoscritto, per prudenza esplorativa), ma anche con gli sci (30°-35°) purché la neve sia bene assestata e non gelata. Basta fare attenzione ad aggirare, a destra (orografica), alcune roccette poco sporgenti dal manto nevoso piuttosto uniforme. Passati i primi circa 100 m di dislivello, il pendio si allarga e diventa davvero godibile, ovvero sciabile fino alla conca quotata m. 1926 sulla carta, oppure traversabile a sinistra (percorso meno sicuro) fino alla sella (quota circa 1980) che divide il Monte a Mare dalla Cima a Mare. Infine, con le pelli o a piedi, si riprende comunque il largo filo di cresta che conduce in breve al punto più alto quotato m 2014 (ore 2,30 – 3,30 dal parcheggio).

Al ritorno si segue a ritroso l’itinerario di andata, con ramponi e piccozza, almeno per la parte finale del canalino fino alla dorsale. Poi con gli sci si può scendere, senza via obbligata, per i dolci e variati declivi che, in direzione sud ovest, riconducono ai Prati di Mezzo (Ore 1,30 – 2,00 dalla Cima a Mare).

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