Due giorni in bici intorno a Monte Cairo

Due giorni in bici intorno a Monte Cairo

posted in: AMBIENTE, ITINERARI | 0

di Piero Lancia – L’itinerario, adattissimo ad essere percorso in questi mesi di inizio autunno, permette la traversata del poco conosciuto e frequentato Monte Cairo in bicicletta, esplorando il primo giorno, da Roccasecca (FR) la strada del “tracciolino” e percorrendo il secondo il ben più impegnativo itinerario che conduce all’altro versante, al paesino di Terelle e successivamente a Cassino.

Le località di partenza e di arrivo possono essere raggiunte comodamente anche senz’auto, utilizzando il servizio di “treno + bici” della ferrovia Roma- Cassino

Primo giorno – Il Tracciolino da Roccasecca a Casalvieri (e ritorno)

Il Tracciolino è un’antica strada di epoca borbonica che collega la piana del Liri con la valle di Comino: si incunea lungo del gole del Melfa, fiume che delimita ad ovest il gruppo del monte Cairo. Il percorso è oltremodo suggestivo in un susseguirsi continuo di curve lungo i fianchi della montagna che apre prospettive sempre diverse: il Melfa ha scavato il suo corso tra rocce dirupate e boschi intricati. Il ponte più lungo permette di passare da un lato all’altro, altri ponti superano gli impluvi dei piccoli affluenti che scendono con carattere torrentizio. Purtroppo il Melfa è quasi sempre in secca perché le sue acque sono captate a monte. La strada da Roccasecca a Casalvieri è lunga 14 chilometri, sempre pianeggiante, al più in leggero falsopiano; è formalmente chiusa al traffico anche se si incontra qualche rarissima auto. Queste caratteristiche ne fanno un itinerario in bicicletta godibilissimo, adatto anche ai bambini. È possibile, direi consigliabile, fare questo itinerario senza auto, utilizzando i treni della linea Roma-Cassino e scendendo a Roccasecca. Dalla stazione una salita di pendenza moderata di quattro chilometri porta fino al cimitero del paese, in prossimità di una grande statua di San Tommaso. Qui si gira a sinistra e s’imbocca il Tracciolino, rasentando il muro perimetrale del cimitero fino ad arrivare a Casalvieri, paese dove fermarsi a fare sosta.

Il ritorno per la stessa strada è piacevolissimo, in leggerissima discesa.

Il percorso di andata e ritorno dalla stazione di Roccasecca è di poco inferiore ai 40 chilometri.

Ma se ci si ferma a dormire nel centro di Roccasecca, si eviterà la risalita dalla stazione per il giorno dopo.

 

 

 

 

 

 

Prima di lasciare Roccasecca è interessante visitare anche l’eremo dello Spirito Santo, ben visibile quando si imbocca il Tracciolino, incastonato nella parete rocciosa. Vi si arriva svoltando bruscamente a destra un centinaio di metri dopo il cimitero, per una strada in discesa che raggiunge il fondovalle del Melfa; si passa il fiume sullo stretto ponte dello Spirito Santo, si svolta a destra e si lascia la bici un centinaio di metri più avanti. Qui inizia un sentiero ben attrezzato e protetto da una staccionata che conduce all’eremo (calcolare circa 45’ per l’andata e ritorno). La grotta ospitò eremiti attorno all’anno Mille anche se non si hanno notizie storiche certe sulla fondazione dell’eremo.

Secondo giorno – attraverso la valle delle Settare

Monte Cairo è montagna negletta, poco frequentata e poco conosciuta dagli escursionisti. Le quote sono modeste. Questo gruppo conserva però segni di una civiltà pastorale scomparsa e ampi spazi di solitudine.

Ci andavo spesso da ragazzo, ma non ci sono più tornato per molti anni. Così mi è venuta l’idea di tornarci in bici, unico mezzo per rendere più interessante la risalita della lunga e noiosa sterrata che attraversa il pianoro delle Settare.

Da Roccasecca, si risale in bici fino a Colle San Magno dove comincia la sterrata delle Settare. La valle è stretta in un fitto bosco di leccio; dove si allarga, muri a secco sostengono prati, coltivi e case coloniche abbandonate da tempo. Infine usciamo sul pianoro delle Settare, un ampio prato tra monti brulli da un lato e fittamente boscosi dall’altro. Ci sono nuove case, in stile rustico, recintate. Ci sono nuovi campi coltivati e un ciliegeto: un centinaio di piante giovanissime, messe a dimora di recente. Sembra un timido tentativo di ritorno a un’economia agricola locale, anche se non si sale più a piedi dal paese: ora si arriva qui in fuoristrada. Il castagneto invece è secolare, grandi alberi con lunghe radici ancorate al terreno.

Nel tratto successivo, un sentiero non facile da individuare (ma l’itinerario è descritto meglio descritto sotto) e che può richiedere a volte di spingere la bicicletta, risale fino al crinale di Cole Otraturo. Da qui la vista spazia tra le Mainarde e i Monti del Matese.

Una sterrata in buono stato corre prima sulla cresta poi scende al borgo di Terelle. Da qui, una provinciale con molti tornanti scende fino a Cassino, dove possiamo riprendere il treno per il ritorno.

 

 

 

 

 

 

L’itinerario. Punto di partenza è la stazione ferroviaria di Roccasecca, ben servita dai treni della linea Roma-Cassino. Da qui si sale prima al centro di Roccasecca e poi a Colle San Magno: sono circa dieci chilometri di salita abbastanza regolare e pedalabile con una pendenza media del 4%. Superato Colle San Magno c’è uno strappo duro ma breve; dopo una corta discesa si trascura la deviazione sulla destra, in prossimità del cimitero, e si affronta un secondo strappo duro; si continua in salita fino al bivio di via Settare, sulla destra, ben segnalato. Dal centro del paese a questo bivio sono circa due chilometri. Si prende la sterrata che entra ben presto nel bosco: in gran parte pedalabile, bisogna talvolta scendere dalla bici in alcuni tratti più ripidi e sconnessi. La sterrata porta fino all’ampio pianoro delle Settare. Dopo aver costeggiato sulla destra l’antico castagneto, la sterrata prosegue ancora dritta verso la valle della Campanella che culmina nel valico della Forcella: questa antica via di comunicazione con Terelle, sul versante opposto, è ormai abbandonata e impraticabile a causa dei rovi. Si gira a sinistra costeggiando la recinzione che contorna un ciliegeto per raggiungere l’estremità più settentrionale del pianoro delle Settare. Qui si entra nel bosco e si risalgono alcuni piccoli terrazzamenti fino a trovare un sentiero piuttosto evidente che risale in direzione nord. Non è semplice individuarlo subito ma una volta imboccato lo si segue senza indugio. Punti di riferimento possono essere due vasche da bagno utilizzate come abbeveratoi e un ometto di pietre fatto da me proprio all’inizio del sentiero, sulla destra di una quercia. Il sentiero è quasi sempre nel bosco, rasenta una vecchia capanna in pietra ormai priva del tetto, sale ancora fino ad uscire sui prati e raggiunge una presa d’acqua. Dalle Settare sono circa 120 metri di dislivello: lungo questo sentiero è sempre necessario procedere a piedi spingendo la bici. Da qui la pendenza scema e a tratti si può ricominciare a pedalare fino a raggiungere il rifugio di Colle Otraturo, posto sul crinale in bella posizione panoramica sulla valle del Rapido e le Mainarde. Una sterrata in buono stato, con brevi tratti di discesa ripida, porta fino a Terelle. Giunti sull’asfalto, la deviazione verso destra per la piazza del paese è breve. Da qui ci sono venti chilometri di discesa fino a Cassino. Si traversa la città fino alla stazione dove si riprende il treno.

 

Lunghezza: 50 km circa di cui una dozzina di sterrato e un paio su sentiero.

Dislivello in salita: 1000 mt. totali, di cui 500 su asfalto, 350 su sterrato, 150 su sentiero

Dislivello in discesa: 1100 mt. totali, di cui 850 su asfalto, 250 su sterrato

Tempi: 4.30 – 6.00 ore, variabili in funzione delle singole capacità

 

Comments are closed.