IAM, la guida “anomala” della Ciociaria

IAM, la guida “anomala” della Ciociaria

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di Piero Lancia – L’amore per la Ciociaria, per il design editoriale e per le cose belle fatte di carta sono gli ingredienti di “IAM – L’Anomala guida illustrata della Ciociaria”. Un volume di 312 pagine che prova a raccontare, in maniera nuova e originale, un territorio dalle mille sfaccettature spesso soppresso da inutili campanilismi e da un turismo a chilometri zero praticamente inesistente.

La Ciociaria è terra di piccoli tesori e tante trascuratezze: non ultima è quella di non esistere come un marchio che possa attirare flussi turistici e valorizzare le proprie bellezze. Solo per fare un paio di esempi: la cripta della Cattedrale di Anagni è detta la Cappella Sistina del Medioevo ma è infinitamente meno conosciuta; i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono molto frequentati sul versante abruzzese e molto meno sull’altrettanto bello versante frusinate.

Tre giovani di Alatri: Marta Latini, Viola Pantano e Alessandro Rossi si sono messi in testa di colmare questa lacuna, almeno in parte, e dopo due anni di lavoro hanno dato alle stampe questa nuova guida. Il libro si presenta con una fresca aria di novità. Innanzi tutto il titolo gioca con le parole: IAM in dialetto vuol dire “Andiamo” e quindi è un’esortazione agli indigeni ad alzare il sedere per approfondire la conoscenza della propria terra; però si può leggere in inglese come “Io Sono” ed è quindi una dichiarazione di identità dei nostri autori nei riguardi di ospiti stranieri. A questo proposito è stata molto interessante l’idea di redigere la guida in doppia lingua italiano/inglese con frequenti locuzioni in dialetto ciociaro.

I tre giovani hanno un buon background tecnico nella grafica e nella comunicazione e si vede sfogliando la guida. Pur rispettando una scansione abbastanza classica nella successione degli argomenti: cenni storici, arte e monumenti, natura e percorsi, gastronomia e ospitalità, il testo è posto sempre in maniera innovativa e corredato da un attraente materiale grafico. Ci sono buone foto ma soprattutto moltissimi disegni originali degli autori che rendono le pagine molto piacevoli.

In un’epoca in cui la carta stampata sta cedendo il passo all’informazione digitale, gli autori hanno ben pensato di non mettersi in concorrenza ai vari siti dove reperire notizie e recapiti. Se l’offerta di notizie in formato elettronico sulla Ciociaria ha una lacuna è quella di non essere ben strutturata con portali dedicati ma le informazioni si possono trovare qui e là navigando nel mare di internet. La guida vuole proprio proporsi come una fonte organizzata che copre tutte le aree di interesse senza però scendere in dettagli particolareggiati, cercando invece di raccontare e di stimolare la curiosità. La natura è descritta con l’ausilio di belle tavole originali e buone foto, le escursioni sono accennate senza dilungarsi nei particolari degli itinerari, quelli si può ben andare a cercarli su internet; lo scopo della guida è quello di far venir voglia di calzare un paio di scarpe adatte e incamminarsi. Allo stesso modo la gastronomia locale è raccontata tramite la narrazione delle mani di generazioni di donne ciociare che hanno dato vita alla tradizione culinaria locale; nella guida trovate comunque buone ricette e indirizzi di locali personalmente vagliati dagli autori.

Non resta che augurare buona fortuna a questa guida e ai tre coraggiosi giovani autori e invitare chi abita la Ciociaria e chi viene da fuori ad usare sempre più la curiosità come chiave di conoscenza di un territorio.

Per altre informazioni e per sapere dove acquistare il libro, il link è http://www.iamciociaria.it/

 

 

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